Forse il tempo del sangue ritornerà.

12 Giu

Forse il tempo del sangue ritornerà. Uomini ci sono che debbono essere uccisi.
Padri che debbono essere derisi. Luoghi da profanare bestemmie da proferire
incendi da fissare delitti da benedire. Ma più c’è da tornare ad un’altra pazienza
alla feroce scienza degli oggetti alla coerenza
nei dilemmi che abbiamo creduto oltrepassare.
Al partito che bisogna prendere e fare.
Cercare i nostri eguali osare riconoscerli
lasciare che ci giudichino guidarli essere guidati
con loro volere il bene fare con loro il male
e il bene la realtà servire negare mutare.

Franco Fortini

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Insurrezioni e imperialismo

19 Mar

“Fascisti? Su Marte!” – Un appello

4 Feb

Clicca per ingrandirea cura di Bartleby e studenti e studentesse, artisti, residenti e commercianti del quartiere S. Stefano

Questa mattina è comparsa sulla Rete una pagina Facebook a firma Casa Pound Bologna che invita all’inaugurazione di un nuovo spazio in città sabato 5 febbraio. Riteniamo sia inaccettabile l’apertura di una nuova sede di Casa Pound a Bologna. Il titolo della serata parla chiaro: “Entra in squadra!” scrivono.
Squadra di calcio? Di basket? Di Ping pong? Di caccia?!? La divisa tenderà al nero? Magari un nero moderno, elegante… Era così anche 90 anni fa.
Meglio non farli giocare, questi menano alla vigliacca, colpiscono i più deboli, truccano le partite, fan finta di giocare e invece vogliono solo romperti le ginocchia. L’appuntamento è in via Guerrazzi, ma il numero civico non è specificato e questa segretezza fa pensare che siano loro i primi a non sentirsi benaccetti.
Niente di più vero!

Non possiamo lasciare nemmeno un centimetro di campo libero, ad una realtà politica che nasconde, dietro la facciata di avanguardia della nuova destra, la propria identità neo-fascista. Non possiamo permettere che possa acquisire legittimità di discorso e di azione all’interno dello spazio cittadino bolognese. Non siamo disposti a stare zitti mentre un’organizzazione come questa, che in più casi si è manifestata con violente azioni squadriste ai danni di migranti, gay, studenti e militanti di sinistra, possa liberamente propagandare l’esclusione come modo dello stare insieme, la gerarchia e il comando come mezzi per imporla, la violenza come ratio immanente al proprio fare politica.
Respingerli è condizione necessaria perchè si possa continuare a cercare di costruire una città libera.
Nessuna cittadinanza per vecchi e nuovi fascismi.

Sabato 5 febbraio, alle 20, ci vediamo all’incrocio tra via San Petronio Vecchio e via Guerrazzi, proietteremo “Fascisti su Marte”

Studenti e studentesse, artisti, residenti e commercianti del quartiere S. Stefano
adesioni:
concordanze
Wu Ming
Vag 61
Collettivo Utopia
Bartleby
Tabacchi al. t.a.r di simone vitalbo
Diana via rivani 91
Lavasecco Guerrazzi
Copysystem
Felsina2 Viaggi
Caffè Accademia
Libri e Co Fondazza
Igor Libreria
Nodo Sociale Antifascista di Bologna
Popolo Trasparente
Giuseppe Genna

per adesioni:
fascisti.sumarte@yahoo.it

 

SCIOPERO – LA FIUMANA

26 Gen

L’ITALIA RIPUDIA LA GUERRA

26 Gen

La formula del potere perpetuo

20 Gen

Quindi?

Quindi siamo tornati al 1994, più o meno.

Quando Berlusconi conquistò il potere attraverso un dispiegamento di forze mediatiche impressionante, da Ambra a Mike Bongiorno, da Mengacci a Vianello, passando per Fede e Funari.

Chi non è più un ragazzo, se la ricorda bene quella primavera di 17 (oh: 17!) anni fa. Gli appelli al voto per Forza Italia nelle trasmissioni più disparate e i video con la calza trasmessi a tutte le ore.

Adesso al posto di Ambra c’è Signorini, ma lo scopo è lo stesso: la chiamata diretta al popolo, alla plebe televisiva, a quelli che non leggono i giornali né vanno in Rete, ma hanno la tivù in tutte le stanze. Sono loro che, con la loro forza numerica, possono e devono forzare le inquietudini e i dubbi di tutti gli altri. Alla campagna mediatica seguiranno i sondaggi, e ai sondaggi una campagna mediatica sui sondaggi.

E’ un meccanismo che abbiamo già visto, difficilissimo da rompere.

«E’ un circolo massmediatico. Una forma di autocrazia che usa per i suoi fini di potere la più efficace delle forme di condizionamento oggi possibile, la comunicazione. Finché il circolo comunicativo non si interrompe, non è teoricamente concepibile la perdita del potere da parte di chi lo detiene.

E’ la formula del potere perpetuo».

Gustavo Zagrebelsky, 1995. (dal blog “Piovono Rane”)

Ha scritto Debord nei Commentaires sur la société du spectacle:

Une loi générale du fonctionnement du spectaculaire intégré, tout au moins pour ceux qui en gèrent la conduite, c’est que, dans ce cadre, tout ce que l’on peut faire doit être fait. C’est dire que tout nouvel instrument doit être employé, quoi qu’il en coûte. L’outillage nouveau devient partout le but et le moteur du système ; et sera seul à pouvoir modifier notablement sa marche, chaque fois que son emploi s’est imposé sans autre réflexion. Les propriétaires de la société, en effet, veulent avant tout maintenir un certain « rapport social entre des personnes », mais il leur faut aussi y poursuivre le renouvellement technologique incessant ; car telle a été une des obligations qu’ils ont acceptées avec leur héritage. Cette loi s’applique donc également aux services qui protègent la domination. L’instrument que l’on a mis au point doit être employé, et son emploi renforcera les conditions mêmes qui favorisaient cet emploi. C’est ainsi que les procédés d’urgence deviennent procédures de toujours.

La cohérence de la société du spectacle a, d’une certaine manière, donné raison aux révolutionnaires, puisqu’il est devenu clair que l’on ne peut y réformer le plus pauvre détail sans défaire l’ensemble. Mais, en même temps, cette cohérence a supprimé toute tendance révolutionnaire organisée en supprimant les terrains sociaux où elle avait pu plus ou moins bien s’exprimer : du syndicalisme aux journaux, de la ville aux livres. D’un même mouvement, on a pu mettre en lumière l’incompétence et l’irréflexion dont cette tendance était tout naturellement porteuse. Et sur le plan individuel, la cohérence qui règne est fort capable d’éliminer, ou d’acheter, certaines exceptions éventuelles.

Quindi ora più che mai risulta necessario “interrompere il circolo comunicativo” del potere! Continua a leggere

FILOLOGIA, FILOLOGIA…

24 Dic

da nazione indiana

di Franco Buffoni

Il dio Mitra nasce da una vergine in una grotta in concomitanza con il solstizio di inverno e viene adorato dai pastori. Al dio Mitra viene affidato dal Padre Sole il compito di contrastare Arimane, lo spirito del male, che vuole distruggere il mondo. Mitra – compiuta la sua missione salvifica – presiede un rito sacrificale (vd ultima cena) alla presenza dei suoi seguaci (vd apostoli), quindi sale al cielo su un carro di luce, per riunirsi al Padre Sole. La vita sulla Terra sarebbe poi continuata fino al Grande Anno, quando Mitra sarebbe tornato per separare i buoni dai cattivi: ai primi avrebbe offerto la bevanda dell’immortalità, resuscitandoli; i secondi sarebbero stati distrutti dal fuoco.
Il culto di Mitra – che contemplava anche una iniziazione sub specie di rito battesimale – insieme ad altri culti solari, venne di fatto posto fuori legge e sostituito dal culto di Cristo nel 354. Nel 461 papa Leone I fissò poi definitivamente la liturgia del natale cristiano.
Ma i sacerdoti del dio Mitra avevano scelto quella data perché nei precedenti secoli e millenni quello era stato il giorno della celebrazione della nascita di Osiride, e in altre civiltà di Attis, di Adonis, di Dioniso. (A Babilonia si festeggiava il dio Tammuz, unico figlio della dea Istar, rappresentata – come oggi la Madonna – con il bimbo in braccio e una aureola di dodici stelle attorno alla testa). Quindi papa Giulio I, che nel 354 scelse per il natale cristiano il 25 dicembre, non fece che inserire la nuova divinità nella consolidata tradizione romana della festa del Sol Invictus, capace di “risorgere” proprio mentre sembra che stia per scomparire. Inoltre, “figlio di Dio” era già un appellativo pagano e la divinizzazione di Gesù da parte cristiana procedette parallelamente (II-V secolo d. C.) alla divinizzazione da parte pagana degli imperatori defunti, mentre l’imperatore vivente era chiamato, per l’appunto, “figlio di dio”.
Una maggiore consapevolezza circa la dimensione storica degli elementi della loro religione (compresi la nascita miracolosa e la crocifissione: l’icona di Dioniso crocifisso, per esempio) dovrebbe indurre i cristiani ad esercitare maggiormente la filologia, cioè lo spirito critico. Succede con tutte le manifestazioni umane: si assimila ciò che non conviene contrastare. Non esiste nulla che nasca ex-novo: su questo presupposto Hegel ha costruito un intero sistema di pensiero.