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“Fascisti? Su Marte!” – Un appello

4 Feb

Clicca per ingrandirea cura di Bartleby e studenti e studentesse, artisti, residenti e commercianti del quartiere S. Stefano

Questa mattina è comparsa sulla Rete una pagina Facebook a firma Casa Pound Bologna che invita all’inaugurazione di un nuovo spazio in città sabato 5 febbraio. Riteniamo sia inaccettabile l’apertura di una nuova sede di Casa Pound a Bologna. Il titolo della serata parla chiaro: “Entra in squadra!” scrivono.
Squadra di calcio? Di basket? Di Ping pong? Di caccia?!? La divisa tenderà al nero? Magari un nero moderno, elegante… Era così anche 90 anni fa.
Meglio non farli giocare, questi menano alla vigliacca, colpiscono i più deboli, truccano le partite, fan finta di giocare e invece vogliono solo romperti le ginocchia. L’appuntamento è in via Guerrazzi, ma il numero civico non è specificato e questa segretezza fa pensare che siano loro i primi a non sentirsi benaccetti.
Niente di più vero!

Non possiamo lasciare nemmeno un centimetro di campo libero, ad una realtà politica che nasconde, dietro la facciata di avanguardia della nuova destra, la propria identità neo-fascista. Non possiamo permettere che possa acquisire legittimità di discorso e di azione all’interno dello spazio cittadino bolognese. Non siamo disposti a stare zitti mentre un’organizzazione come questa, che in più casi si è manifestata con violente azioni squadriste ai danni di migranti, gay, studenti e militanti di sinistra, possa liberamente propagandare l’esclusione come modo dello stare insieme, la gerarchia e il comando come mezzi per imporla, la violenza come ratio immanente al proprio fare politica.
Respingerli è condizione necessaria perchè si possa continuare a cercare di costruire una città libera.
Nessuna cittadinanza per vecchi e nuovi fascismi.

Sabato 5 febbraio, alle 20, ci vediamo all’incrocio tra via San Petronio Vecchio e via Guerrazzi, proietteremo “Fascisti su Marte”

Studenti e studentesse, artisti, residenti e commercianti del quartiere S. Stefano
adesioni:
concordanze
Wu Ming
Vag 61
Collettivo Utopia
Bartleby
Tabacchi al. t.a.r di simone vitalbo
Diana via rivani 91
Lavasecco Guerrazzi
Copysystem
Felsina2 Viaggi
Caffè Accademia
Libri e Co Fondazza
Igor Libreria
Nodo Sociale Antifascista di Bologna
Popolo Trasparente
Giuseppe Genna

per adesioni:
fascisti.sumarte@yahoo.it

 

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Predappio Tour (a spese del contribuente)

10 Mag

Va da sé che fra PdL e neofascisti vi sia simpatia e concordia anche finanziario-organizzativa. Ma questa notiziola dimostra che il neofascismo non è un fenomeno spontaneo, ma un prodotto di laboratorio, una velenosa pianta di serra che ha bisogno di cure e finanziamenti continui per far fiori e frutti.

Dal Duce a spese nostre
di Gianluca Di Feo
(da L’espresso)

Con i contributi pubblici per l’editoria, Ciarrapico pagava anche le trasferte dei neofascisti sulla tomba di Mussolini a Predappio. Un risvolto inedito emerso dall’indagine della procura di Roma

Tutti dal Duce, tanto paga lo Stato. Giuseppe Ciarrapico siede nel parlamento della Repubblica nata dalla sconfitta del fascismo ma non ha mai negato la sua passione per la camicia nera. E questa sua dedizione alla causa mussoliniana emerge anche dall’indagine della magistratura, che lo accusa di avere frodato ventidue milioni di euro: soldi pubblici destinati a sovvenzionare l’editoria e ottenuti mentendo sui conti e sulla reale proprietà del suo impero editoriale.

In un file intitolato “Edizioni Giuseppe Ciarrapico” contenuto in una pen drive sequestrata nel 2007 dalla Guardia di Finanza a una collaboratrice dell’attuale parlamentare Pdl, si scopre il vero uso di un fido da 75 mila chiesto per «un’iniziativa editoriale relativa a un’opera di Gianpaolo Pansa». Pansa è l’autore, tra l’altro, de Il sangue dei vinti sulle esecuzioni sommarie commesse da alcuni ex partigiani all’indomani del 25 aprile 1945. Ma Ciarrapico ha liberamente interpretato la questione organizzando con i quattrini dello Stato (il fido sarebbe stato saldato con i contributi per l’editoria) una grande gita collettiva al sepolcro di Benito Mussolini. Continua a leggere